L'elenco dei lavori disponibili si trova nella
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Introduzione alla sezione
In questa sezione sono riportati alcuni lavori di carattere scientifico,
che sono solo il risultato di ricerche ed esperienze personali. Alcuni di
essi, come La previsione dei terremoti, hanno l'ambizione di dire
qualcosa di nuovo, e quindi dovrebbero interessare anche gli scienziati di
professione. Tutti gli scritti, però, almeno lo spero, dovrebbero
essere di un certo interesse per chi si diletta nei più svariati settori
delle scienze.
La previsione dei terremoti, nella sua versione cartacea, ora migliorata
da questa ultima elettronica, ha suscitato un certo numero di critiche, di
cui alcune riconosco anch'io come valide (altre invece no), ma ha ottenuto
anche consensi illustri tra gli addetti ai lavori, se non altro per l'interesse
e la stringente logicità con cui gli argomenti vengono sviluppati.
Il punto essenziale è questo: "può ancora oggi un singolo individuo
contribuire con le sue ricerche personali al progresso delle scienze, stando
al di fuori dei canali ufficiali della scienza?".
La mia risposta, naturalmente, è "sì", e chi "naviga" su Internet
forse si sarà accorto di quanto numerosi siano i contributi personali.
Ma ritengo di sì soprattutto perché i ricercatori personali,
andando spesso oltre i rigidi schemi della scienza ufficiale, possono spaziare
senza vincoli metodologici, che sono a volte decisamente limitativi. Del
resto è nella ragione stessa delle cose che ogni progresso comporti
uscire dagli schemi e violare le regole. Se si guarda bene, tutti i grandi
innovatori, da Galilei, a Darwin, ad Heisenberg (senza per questo voler
paragonare noi poveri "naviganti" a tali geni), non hanno fatto altro che
violare le regole della scienza ufficiale, attirando su di sé, oltretutto,
il biasimo e perfino l'odio degli altri scienziati. Non credo che alla fine
del XX secolo le cose siano molto cambiate. Il mio ideale di scienziato è
un po' l'alchimista del Medioevo che, tra alambicchi e strumenti vari, persegue
grandi ideali conoscitivi per il gusto stesso di ricercarli, senza minimamente
pensare, come invece fanno molti scienziati di professione, ai vantaggi personali
derivanti da eventuali successi della ricerca.